Proprietà nutrizionali e nutraceutiche

A lungo andare, tutto ciò, ha creato, soprattutto negli ambienti medici, un velo di pregiudizi nei confronti di questo prodotto apistico.

Recentemente però, anche alla luce della disponibilità del genoma apino,  le indagini con approccio scientifico inerenti la composizione e il ruolo della gelatina reale nella fisiologia dell’ape e nell’alimentazione umana hanno subito un nuovo e forte impulso.

Le proprietà antisettiche e antibatteriche della gelatina reale possono essere messe in evidenza introducendone piccolissime quantità in brodi di coltura batterica. La gelatina reale è in grado di inibire la proliferazione sia di batteri, come Escherichia coli, Salmonella enterica, Staphylococcus aureus, Salmonella typhi, Micrococcus luteus e Paenicillus larvae larvae, che lieviti e muffe, come Candida albicans ed Aspergillus niger (Fujiwara et al., 1990; Fontana et al., 2004)

Gli studi di Fujiwara et al nel 1990 inerenti la identificazione della piccola proteina Royalisina e delle sue proprietà antibatteriche sono stati alla base degli esperimenti di Albert e colleghi (1999) e Simuth, 2001 che hanno portato alla scoperta delle apalbumine (MRJPs) e di Bilikova e colleghi (2001) che hanno studiato la specifica azione della royalisina contro batteri Gram positivi con lo scopo di verificare l’azione del peptide contro il batterio agente eziologico della peste americana, Peanibacillus larvae subsp. larvae. I risultati hanno mostrato un’azione efficace per Bacillus subtilis (batterio responsabile della parapeste nelle api mellifiche) e per Paenibacillus larvae subsp. larvae con concentrazioni comprese tra 5,4 µg/ml e 180 µg/ml.

Dopo aver valutato e dimostrato l’attività antibatterica della royalisina, come possibile metodo per riuscire ad inibire il batterio della peste americana delle api, ulteriori studi dovranno essere condotti per poter trovare una soluzione al problema che sia di fatto applicabile in campo dal momento che è stato osservato un notevole incremento della resistenza alle difese immunitarie delle api da parte di Paenibacillus larvae subsp. larvae (Miyagi, 2000).

Nel 2004 Fontana e colleghi (Fontana et al. 2004) identifica le jelleine, queste sono peptidi antimicrobici presenti nella gelatina reale. Le jelleine sono un gruppo di quattro peptidi antimicrobici, di circa 1000 Da, che potrebbero essere il risultato della digestione delle apoalbumine (o MRJP) da parte di proteasi specifiche. Le jelleine, pur avendo le proprietà strutturali di base dei peptidi antimicrobici, nonostante siano un po’ più brevi, presentano anche alcune sequenze idrofobiche e non hanno alcuna somiglianza con altri peptidi antimicrobici noti, compresi quelli prodotti dalle api (apidaecine, abaecine, hymenoptaecine che sono prodotti e secreti nell’emolinfa dopo un’eventuale infezione). Le jelleine I, II e III mostrano attività antimicrobica verso alcuni lieviti (come Candida albicans) e batteri sia Gram positivi (inibendo la crescita di Staphyloccocus aureus, Staphyloccocus saprophyticus, Bacillus subtilis) che Gram negativi (Escherichia coli, Enterobacter cloacae, Klebsiella pneumoniae, Pseudomonas aeruginosa), anche se tuttora i meccanismi d’azione risultano sconosciuti. Invece la jelleina IV non mostra alcuna attività. Nel 2008 Liu et al. hanno studiato le proprietà antiossidanti della gelatina reale legato all’età larvale e alla raccolta. Sono state utilizzate larve di uno, due e tre giorni e la gelatina reale è stata raccolta dopo 24, 48 e 72 ore dopo il trasferimento larvale e per ogni campione è stato analizzato il contenuto proteico, il contenuto fenolico totale e il contenuto in 10-Hydroxy-2decenoic acid (10-HDA).

Sempre riguardo le proprietà antiossidanti della gelatina reale, Nagai e Inoue nel 2004 ne hanno valutato e studiato le proprietà dell’estratto acquoso (WSR) e dell’estratto alcalino (ASR). Dagli studi è emerso che, dopo aver valutato il contenuto in proteine e quello fenolico dei due estratti che era pressoché simile, infatti WSR aveva 1,15 mg di proteine e 21,2 mg di fenoli, invece ASR aveva 1,38 mg di proteine e 22,8 di fenoli, tutti e due gli estratti avevano notevoli proprietà antiossidanti a diverse concentrazioni e per diverso tempo.

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